Manifestazione Nazione contro la violenza maschile sulle donne

24 Ottobre 2007 Nessun commento

CONVOCAZIONE  di MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

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Ma in che mondo viviamo?

14 Settembre 2007 Nessun commento

Mi domando in quale schifo di posto mi trovi a vivevere…
Un posto in cui una ragazzina di 15 anni viene stuprata in branco da otto maiali durante la festa di un amico.
Un posto in cui il sindaco del paese da cui provengono questi maiali (Montaldo di Castro) stanzia 40.000 euro di soldi pubblici per sostenere le spese processuali degli stupratori.
Un sindaco "di sinistra", eletto nell’Ulivo che viene contestato per questa vicenda da Forza Nuova…
Mi dispiace dirlo davvero, ma sarei senz’altro voluta essere insieme a Forza Nuova per esprimere il mio vomito su questa vicenda.
Chi è che dice che non c’è più mashilismo? Chi è che dice che io sono un estremista femminista?
Io dico che davanti a continui episodi di questo genere, un femminicidio costante e su più livelli…non essere estremiste e femministe è un REATO contro la coscienza e la civiltà!
Non credo sia necessario aggiungere altro. Ma spargete la voce, perchè si sappia cosa accade ogni giorno nel "mondo degli uomini"!

L

Concerti sconcertanti!

12 Aprile 2007 1 commento

Il 14 e 21 Aprile presso il Twitty Twister a Selargius si terrà un concerto di musica rock con vari gruppi tra cui i Rattapignatta.
Ciò che è sconcertante è che questo concerto raccoglie fondi per i due ragazzi, du cui uno sardo, accusati di aver stuprato una ragazza a Bologna.
Fin da subito questi due ragazzi sono stati appoggiati da familiari e amici con uno squallore senza fine e con tanto di diffamazioni gratuite verso la presunta vittima.
Un tale atteggiamento di protezione a oltranza di tipo “clan-mafioso” non è tollerabile e manifesta esclusivamente poca sensibilità verso fatti tanto gravi e poco senno e rispetto.
Senza contare che la maggior parte delle persone che si recherenno al locale ad ascoltare la musica non sanno che i loro soldi andranno a finanziare la parcella degli avvocati dei due presunti violentatori.
Pertanto vi invito a boicottare e spargere la notizia a più persone possibili.

Grazie

8 marzo

8 Marzo 2007 Nessun commento

Portano i fiori sulle nostre tombe…

Contro pubblicità Dolce e Gabbana

28 Febbraio 2007 Nessun commento

Dolce e Gabbana: ritirate questa pubblicità violenta e sessista

Scritto da Associazione Orlando

lunedì 26 febbraio 2007

Su proposta di alcune socie, l’Associazione Orlando si fa promotrice della richiesta di ritiro di una pubblicità violenta e sessista di Dolce e Gabbana. Chi, singola e/o associazione, volesse aderire all’iniziativa, può inviare una mail, segnalando nome e cognome a: redazione@women.it.

Il 19 Febbraio scorso in Spagna l’Instituto de la Mujer, un ente che è parte del Ministero del Lavoro del governo spagnolo, insieme a varie associazioni femministe e gruppi dei consumatori spagnoli, ha chiesto, con una lettera aperta di protesta all’azienda di moda Dolce e Gabbana, il ritiro di una pubblicità dei loro prodotti rappresentante una scena di stupro di gruppo (o più esattamente, pre-stupro di gruppo): un giovane maschio chino su una ragazza, che lui tiene bloccata a terra per i polsi, mentre altri quattro giovani maschi stanno attorno guardando impassibili la scena.

L’Osservatorio dell’Immagine dell’Instituto de la Mujer, che si occupa di monitorare la rappresentazione della donna nei media, ha dichiarato che questa pubblicità incita alla violenza contro le donne, perché “se ne può dedurre che è ammissibile l’uso della forza come modo di imporsi alle donne” e che questo tipo di immagine “rafforza atteggiamenti che al giorno d’oggi sono un crimine, attentano contro i diritti delle donne e ne denigrano l’immagine”. L’Istituto ha chiesto a tutti i mezzi di comunicazione, stampa, televisione, ecc. di non prestarsi alla diffusione di questa immagine. L’associazione dei consumatori FACUA e il partito dei Verdi spagnoli si sono associati all’appello dichiarando che l’annuncio viola l’articolo 3 della legge spagnola sulla pubblicità, che proibisce ogni annuncio che “attenti contro la dignità della persona”.

Il 23 Febbraio Dolce e Gabbana in persona hanno dichiarato che avrebbe ritirato la pubblicità dalla Spagna, ma solo dalla Spagna in quanto si tratta di un paese “arretrato”, e che l’avrebbero mantenuta in tutti gli altri paesi del mondo dove smerciano i loro prodotti.

Noi donne dell’Associazione Orlando troviamo intollerabile non solo l’immagine, che ci sembra senza ombra di dubbio incitamento alla violenza contro le donne, ma anche l’arroganza dei due signori della moda che pensano di diffonderla in tutto il mondo — un mondo dove la violenza contro le donne è una piaga dilagante sempre più grave. Pensiamo che, lungi dall’essere “arretrata”, la società spagnola ha dato prova in questo caso di un livello di civiltà di cui vorremmo che anche il nostro paese si dimostrasse capace. Pensiamo che questa pubblicità sia inadatta a ogni paese civile, a ogni paese che riconosce i diritti umani delle donne, fra cui quello di non subire violenza, inclusa la violenza simbolica, come in questo caso.

Chiediamo a tutte le associazioni femministe e delle donne italiane, in primo luogo le reti delle donne per non subire violenza (inclusi gli uomini che non si riconoscono in una cultura di sopraffazione e violenza), le donne attive nel campo della moda, del giornalismo, dei media, che possono avere un impatto immediato su questa vicenda, le donne attive in tutti i campi, nella scuola e nell’università, negli ospedali e nelle aule dei tribunali, dove vedono quotidianamente il costo che questa cultura della violenza ha sulle bambine, sulle ragazze e sulle donne, di sostenere iniziative di protesta e di denuncia contro Dolce e Gabbana per questa pubblicità e di associarsi al nostro appello perché la ritirino immediatamente anche in Italia, e ovunque. Lo stesso chiediamo a tutte le nostre rappresentanti e i nostri rappresentanti in parlamento e, per dovere istituzionale, al Ministero delle Pari Opportunità, di cui è compito tutelare che non vengano violate le condizioni per cui donne e uomini possano convivere civilmente in una società civile, con “pari opportunità” di non subire violenza.

Per aderire, basta inviare una mail, segnalando nome e cognome, a: redazione@women.it.

Sentenze

11 Gennaio 2007 Nessun commento

I giornali di ieri hanno publicizzato l’annullamento della sentenza vergognosa sulla minore gravità della violenza sessuale se la vittima non è vergine.
Il tribunale di secondo grado di Sassari avrebbe annullato la sentenza della cassazione in qualche modo. Non cpisco questi processi legal-burocratici.
Ma se è così possiamo tirare un respiro di sollievo.
Anche se mette amarezza e sconcerto il fatto di doversi sentire grati per il riconoscimento di un qualcosa che dovrebbe essere acquisito e per cui si sono fatte tante lotte.

Già nel documentario “Processo per stupro” (anni 70, codice Rocco in vigore) si chiedeva che il “giudizio” sulla condotta sessuale della vittima (concezione moralistica e maschilista della donna) non influisse sulle indagini nè tantomeno sul verdetto.
E si faceva il paragone con un furto in una goielleria: perchè in questo caso non succede che la difesa impronti la sua strategia sullo scredimento del gioielliere, cercando di dimostrare che il gioielliere in passato è stato un ricettatore o simili???
Nei casi di violenza sessuale invece basta “dimostrare” che la vittima ha avuto in passato una condotta sessuale “libertina” ( nel caso di una donna dunque è una “puttana”) perchè il reato possa diventare meno grave.

Davvero molto inquietante.

Femminicidio

11 Dicembre 2006 Nessun commento

Ieri un’ennesima donna uccisa da un ennesimo uomo che non riesce ad accettare la separazione.
Sta diventando un fenomeno davvero insostenibile e nessuno dice niente, nessuno fa niente.
Ormai è come essere tra i talebani, perchè una donna che osa dire “no” ad un uomo viene uccisa o violentata.
E non sto esagerando, vi basti sapere (dati Istat) che l’80% degli omicidi che avvengono in Italia sono di uomini che ammazzano le ex o le attuali compagne.
Mi pare che sia davvero il caso di interrogarsi seriamente sul problema.
E in particolare di prendere delle contromisure, come l’assistenza e il supporto alle donne che si trovano in pericolo, continuamente minacciate e assediate ( spesso le chiamano “tragedie annunciate”) ma supporto anche per gli uomini che si trovano dall’altra parte, perchè li si aiuti a superare la crisi e ritrovare la forza in se stessi che sembrano perdere in queste situazioni.

Altro caso che mi ha scioccata: una donna di 83 anni violentata e picchiata in casa da un ladro.
Pare proprio che non ci siano confini nè di spazio nè di tempo per la violenza contro le donne. Non si può mai essere al sicuro, non si può mai essere tranquille e serene…nemmeno a 83 anni.

Dal 25 Novembre al 9 Dicembre

22 Novembre 2006 Nessun commento

Il 25 Novembre sarà la giornata mondiale contro la violenza sulle donne… nel frattempo a Cagliari,quartiere Is Mirrionis le ragazze non possono più uscire di casa da sole la sera per la presenza di un maniaco che sta terrorizzando la zona. Un salto nel medioevo in poche parole, nel pozzo scuro della violenza verso i diritti civili di tutte le donne…il semplice diritto a uscire di casa, il diritto alla serenità e alla libertà personale.
Sensibilizzare è importantissimo.
Ancora più importante sarebbe agire.

Vi segnalo alcuni appuntamenti a Cagliari:

- Libreria delle donne via Lanusei. H 16 conferenza sui centri antiviolenza.
-Carovana della pace, via baronia 13. h 18,30 proiezione del film “La bestia nel cuore”
-Sala anfiteatro, via Roma 253. H 9,30 conferenza dibattito “Uscire dalla violenza si può.”

26 Novembre
h16,30 alla fiera, conferenza contro la violenza e lettura brani musicati.

2 Dicembre
h16,30 Clinica Aresu via S.Giorgio 12 conferenza contro la violenza sulle donne

3 Dicembre
h 17,00 Libreria delle donne via Lanusei 15, proiezione e dibattito sul documentario “Processo per stupro”.

9 Dicembre
h 17,00 Caffè letterario di via manno a Cagliari: letture ed esperienze di storie di violenze.

A varsavia

27 Ottobre 2006 Nessun commento

Aveva appena 14 anni ed è morta, si è suicidata dopo che un gruppo di compagni l?aveva denudata in classe e simulato su di lei l?atto sessuale.
Il disgusto vomitevole che mi provoca questa vicenda, si unisce al dolore e alla rabbia per tutte le donne che ogni giorno devono subire simili orrori di ordinaria follia.
Continuo a pensare a lei, a immaginare i suoi sogni di ragazzina, i suoi progetti per il futuro?finiti a causa del disprezzo e della violenza maschile.

Questo fatto non è isolato, non è un eccezione, ma rispecchia fedelmente la società che lo ha prodotto.
Dove il sesso è possesso, è prevaricazione, è dominio. Dove i rapporti tra uomo e donna ricalcano un?organizzazione gerarchica e sono simbolo di potere e di forza.
Ed è ogni giorno da tutti i fronti che questo messaggio ci viene trasmesso. E? con questo pane che cresciamo, insieme all?alone di sporcizia e di ridicolo con cui l?atto sessuale viene ammantato, tabù da nascondere o viceversa da esaltare proprio perché legato agli istinti più bestiali, quelli che ?non sta bene? fare, ma che ?fa figo? fare di nascosto.
Il sesso estraneo alla dimensione pubblica, da tenere chiuso nella sfera del privato, dove la correttezza non entra; la valvola di sfogo dove potersi liberare senza avere conseguenze sociali.
Con simili presupposti come stupirsi?

E? un cambiamento culturale quello di cui c?è bisogno e che costituisce il presupposto indispensabile alle leggi.
Come si può credere alle leggi di paesi i cui capi di stato (maschi) ammirano e spesso compiono in prima persona le violenze sessuali?! Come?!
Così come per tutti i cambiamenti culturali la lotta è dura, ma perché si compia è necessario comprendere il valore di ogni singola immagine, di ogni singola parola, pensiero, atteggiamento, pubblicità, rivista, libro, film che continua a perpetrare lo stesso modello maschilista del sesso e la stessa visione della donna, ridotta a carne viva.
Per cui non liquidate certe cose come ? sono solo battute? o ?scherzi?, perché è questo il passaporto che viene usato per ogni ?licenza? contro la dignità della donna.
Sono licenze che cementano stereotipi e chi se ne rende responsabile per troppa leggerezza, si colloca al principio della catena che porta dei ragazzini di 14 anni a umiliare in branco e fare a pezzi l?anima e il corpo di una loro compagna di classe.

Proposta di legge di iniziativa popolare

11 Ottobre 2006 Nessun commento

SABATO 28 OTTOBRE IN VIA ROMA (17.30-19.30)

DOMENICA 29 OTTOBRE BASTIONE SAN REMY (10.00 – 13.00)

Si raccoglieranno le firme per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione in Sardegna dei centri anti-violenza contro la violenza sulle donne.

Se anche tu sei stanca/o di assistere in silenzio a questo crescente clima di terrore che non ci permette una vita dignitosa e serena dai il tuo appoggio!

donnesarde@yahoo.it